Chi controlla i controllori?

Ho letto di recente un racconto dalla trama accattivante il titolo è “Quis custodiet ipsos custodes?”. Si parla di un paese immaginario chiamato Formalia nel quale tutti i media hanno una qualche affiliazione politica e risultano generalmente inclini ad essere accondiscendenti con chi sta al potere. Un paese dove in pratica gli elettori sono chiamati a fare una scelta di mera facciata tra alternative di fatto equivalenti poiché il paese è governato sul piano operativo da un apparato burocratico autoreferenziale.

La parte più divertente è il passaggio satirico nel quale al popolo bue raccontano che è meglio non votare perché alle elezioni potrebbero vincere partiti fascisti che metterebbero in discussione la democrazia. Dunque per salvare la democrazia, la si sospende a tempo indeterminato lasciando alla guida sul piano formale alcuni personaggi di facciata talvolta anche folkloristici e sul piano sostanziale una casta di funzionari pubblici illicenziabili che rispondono solo ai propri interessi.  Come fa la gente a lasciarsi raggirare da discorsi del genere? Perché non reagisce, insorge?

Perché nelle scuole dove si formano le élite di Formalia insegnano la irrilevanza della logica aristotelica. Quello che conta è l’eloquio forbito, la capacità di scrivere e dire cose che sembrino belle o ragionevoli e che soprattutto siano ascrivibili a qualche gruppo d’interesse.  A quel punto tutti applaudiranno a chi ben scrive e appartiene alla propria squadra e tutti si schiereranno contro il nemico. Anzi se l’intellettuale amico, minaccia di uccidere gli avversari, beneficerà dell’attenuante “è un compagno che sbaglia”.

A un certo punto l’autore rende omaggio a Orwell e Borges e racconta di come a Formalia chiamino Grande Fratello il fondatore di una grande impresa privata che minaccia la democrazia perché utilizza per i propri scopi perversi le informazioni personali dei cittadini ignari di questo complotto terribile. Quindi nella neolingua di Formalia il titolo che lo scrittore inglese attribuisce a un dittatore socialista viene usato per imprenditore che controlla i dati personali. Le accuse vengono da politici che perpetuano la propria  posizione stravolgendo a piacimento le leggi elettorali e manipolando le informazioni che riceve il grande pubblico con la complicità dei principali organi di stampa.

Verso la fine del racconto, l’autore racconta di un presidente degli Stati Uniti che non volendo accettare la sconfitta elettorale incita una gruppo di sostenitori esagitati ad assaltare la sede del congresso. Onde evitare che prima dell’insediamento del presidente eletto, questo personaggio faccia altri danni, alcuni social network gli sospendono l’account personale.

Qui un giovane direttore di un giornale ancora più giovane scrive che “il proprietario del social network che ha bannato l’ex presidente eversivo è più pericoloso del politico in questione”. Questo perché se oggi si arroga il diritto di sospendere il presidente USA che ha appena tentato un golpe fallito, cosa potrà mai fare in futuro?

Il racconto si conclude con Formalia che va in default, ma viene salvata dalle istituzioni europee che fanno finta di credere che sia meno costoso per gli altri cittadini europei. L’opinione pubblica rimane convinta che il dissesto non sia colpa dei timonieri da Titanic che hanno amministrato il paese da decenni, ma, a seconda dei casi, che l’esito sia dovuto al destino “cinico e baro”, agli speculatori cattivi o, per paradosso, a quelle stesse istituzioni europee che per l’ennesima volta salveranno il paese invece lasciarlo affondare.

Post Scriptum: qualsiasi riferimento a fatti o cose realmente esistenti è puramente casuale.

Post Post Scriptum: non sono così ingenuo da pensare che il rapporto tra social network e istituzioni democratiche si possa liquidare con semplicità. Mi piace pensare che dalla follia di Trump ci abbia fino ad oggi salvato solo lo stato di ottima salute di cui gode la democrazia USA. Sono altresì convinto che contro eventuali abusi di Big Tech e Social Network possiamo tutti votare con il portafogli da bravi consumatori. Non è facile come cambiare supermercato in cui fare la spesa, ma non è neanche particolarmente complicato: lo status che molti definiscono monopolistico è determinato dalle nostre scelte di consumo, questo comporta che i nuovi grandi fratelli abbiano un sensibile incentivo a non scontentarci per evitare che decidiamo in massa di cambiare le abitudini di consumo.

Personalmente credo che l’arbitrio di politici o di giudici non sia particolarmente desiderabile come sostituto dell’arbitrio degli imprenditori. Trovo invece ragionevole ipotizzare delle leggi che puniscano le aziende che abusano del proprio potere, così come l’idea di imporre loro una logica di “portabilità” dei clienti in modo che sia più semplice cambiare per chi non è soddisfatto.

La Finanza in Soldoni è un progetto multicanale volto alla promozione di una corretta informazione e adeguata comprensione dei fenomeni economici. Oltre al libro include un podcast e una serie di video su Youtube.

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Pubblicato da Massimo Famularo

Investment Manager and Blogger Focus on Distressed Assets and Non Performing Loans Interested in Politics, Economics,

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