Storia di un Uomo Grigio

C’era una volta un uomo grigio, che governava una grande città al di là del mare. Un certo giorno, una bambina di nome Rosamaria e suo padre Carmelo giunsero in quella città su invito del loro amico Bobo, un uomo nero che si era trasferito tempo addietro in quel paese e vi si era trovato molto bene.

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Appena sbarcati, li accolse un uomo vestito di bianco e gli chiese di pagare una tassa d’ingresso, che Bobo si apprestò a saldare per i suoi amici.

“Perché bisogna pagare?” chiese Carmelo.

“Si tratta del visto d’ingresso. L’uomo grigio protegge la città e chiede a tutti i cittadini di pagare le tasse, per mantenere l’organizzazione e le persone, che gli servono per assolvere questo compito. Allo stesso modo, richiede un contributo a tutti quelli che entrano nella sua città.”

“Non mi piace questa storia della protezione.” Disse Rosamaria. “Abbiamo appena lasciato Pizzo Macabro, dove gli uomini marroni ci chiedevano di pagare la loro protezione e siamo venuti qui a pagare l’uomo grigio?”

“È diverso” cercò di spiegare Bobo.

“Vi porterò a conoscere l’uomo Grigio, per farvi comprendere la differenza.”

L’uomo grigio sembrava abbastanza anziano, e, sulle prime, Rosamaria credette che il nome potesse derivare dal colore dei suoi capelli.

“Cosa vi porta nella nostra città, viaggiatori?” gli chiese, non appena si trovarono al suo cospetto.

“Vaniamo da un paese lontano, che è tormentato dalle ingiustizie degli uomini marroni.” Rispose Carmelo.

“Ci hanno esiliato, perché avevamo convinto i cittadini a ribellarsi.” Aggiunse Rosamaria. Padre e figlia poi raccontarono brevemente la storia di come avessero scacciato il primo uomo marrone, unendo le proprie forze agli altri cittadini e di come lo sfruttatore fosse poi ritornato con dei rinforzi, per riprendere il potere. In particolare, si soffermarono sulla decisione dei loro concittadini di accettare l’esilio del padre con la bambina, in cambio di una nuova “pace” con gli scarafaggi sfruttatori.

“Mi spiace per la vostra storia.” Esordì l’uomo grigio con un’espressione che sembrava sincera.

“In questa città il mio compito consiste nell’evitare che perfidi sfruttatori e parassiti, come quelli dai quali siete dovuti scappare, possano derubare impunemente la popolazione.”

“Si tratta di un lavoro per cui ti fai pagare.” Disse la bambina, che non aveva peli sulla lingua, mentre il padre arrossiva imbarazzato.

“Hai ragione piccola” rispose il grigio con espressione bonaria “il mio è un lavoro come un altro e, come tutti gli altri lavori, è giusto che venga pagato.”

Padre e figlia si guardarono per qualche istante e il genitore ebbe la certezza che, come spesso accadeva, la piccola stesse per dire qualcosa di sconveniente.

“Dimmi potente uomo grigio. Se tu ti fai pagare per proteggere le persone, in cosa differisci dagli uomini marroni si fanno pagare per la loro protezione?”

L’uomo grigio tacque e Bobo, per quanto era possibile a un uomo nero, sbiancò.

“C’è una differenza fondamentale.” rispose poi l’uomo grigio governatore della città al di là del mare. “Gli scarafaggi marroni offrono protezione da sé stessi. Dunque, i cittadini che non pagano rischiano le terribili ritorsioni, che si racconta si possano abbattere sui loro figli.”

“Io offro una protezione dagli altri, non da me stesso e non metto in pratica nessuna punizione per quelli che non pagano.”

“Cosa succede dunque a quelli che non pagano?” chiese allora Carmelo, che si era fatto coraggio sulla stregua del discorso avviato dalla figlia.

“Tempo addietro ho fatto un patto con tutti i cittadini. Io mi sono impegnato a tenere lontani i nemici e a punire coloro che esercitano la violenza e la sopraffazione all’interno dei confini della città. In cambio i cittadini mi pagano delle imposte. Coloro che non sono disposti a pagare le tasse, non possono beneficiare della mia protezione a spese degli altri cittadini che invece pagano, e quindi devono lasciare la città. Questo è l’accordo a cui tutti teniamo fede.”

Rosamaria non era convinta del tutto, ma suo padre la persuase a restare e, in breve tempo, iniziarono a lavorare con Bobo, che in quel paese era considerato una celebrità.

L’uomo grigio era rimasto molto colpito da quella coraggiosa e sprezzante ragazzina e le parole dette durante l’incontro nel quale gli aveva chiesto la differenza tra lui e l’uomo marrone, che l’aveva obbligata a lasciare Pizzo Macabro, continuavano a risuonargli nella mente.

Un giorno l’uomo grigio convocò Rosamaria e suo padre, che immaginava potessero esserci dei problemi, forse legati all’impertinenza che aveva dimostrato sua figlia, pensò di scappare e di non presentarsi. Ma la bambina era particolarmente serena.

“Noi paghiamo le tasse e rispettiamo la legge di questa città. Non abbiamo nulla da temere e ci presenteremo al cospetto dell’uomo che la governa.”

Anche Bobo aveva qualche perplessità, ma si disse che fino a quel momento la bambina aveva dimostrato più saggezza di quanta potessero avere lui e il padre Carmelo.

Dunque, si presentarono insieme dall’uomo Grigio, che chiamandola per nome si rivolse direttamente a Rosamaria:

“Tu mi hai fatto pensare molto dal primo giorno in cui ci siamo incontrati. Le tue domande mi hanno insinuato dei dubbi e io non posso più dormire tranquillo alla sera. Ho deciso che attraverserò il mare insieme a te insieme ti mostrerò la differenza tra me e l’uomo marrone.”

Alla testa del suo esercito, l’uomo grigio attraversò il mare e si diresse alla volta di Pizzo Macabro con l’obiettivo di liberare la città. Il loro arrivo non fu accolto esattamente con entusiasmo, ma per qualche motivo che non riusciva a mettere ancora bene a fuoco, Rosamaria non ne rimase sorpresa.

L’uomo marrone, che, come abbiamo visto, aveva uno spiccato senso per gli affari, cercò di trovare un accordo con i nuovi arrivati:

“Non serve farsi la guerra. Ci sarebbero perdite da entrambe le parti e nessuno potrebbe essere sicuro della vittoria in anticipo. Noi preferiamo gli accordi alla violenza. Se abbandonaste il vostro proposito di liberare la città, potremmo riconoscervi la metà di quanto riscuotiamo per la protezione che accordiamo agli abitanti della città.”

L’uomo grigio fu lieto di poter mostrare la differenza tra la protezione che lui accordava dai nemici e l’estorsione praticata dagli scarafaggi travestiti da uomini. Dopo che ebbe rifiutato con sdegno la proposta dell’uomo marrone, dovette però fare i conti con il senso pratico dei Pizzo Macabresi.

“Lasciamo che siano i cittadini a decidere.” Disse l’uomo marrone che conosceva bene gli uomini e il loro sistema di valori.

“L’uomo grigio non è un tiranno e non vuole imporre la sua volontà. Chiediamo allora ai liberi cittadini di Pizzo Macabro cosa desiderano. La protezione dell’esercito dai nemici ha un costo: chiediamogli quanto vale per loro la libertà.”

Con una reazione che, ancora una volta non soprese Rosamaria, votarono in maggioranza in favore dell’estorsione dell’uomo marrone. L’uomo grigio accordava un giusto compenso ai membri del suo esercito e, dunque, il costo della libertà che lui poteva offrire era più alto di quello accordato all’estorsione degli scarafaggi travestiti da uomini.

Sulla via del ritorno, Rosamaria era pensierosa e alla fine chiese all’uomo grigio se fosse deluso da quella spedizione.

“Niente affatto, piccola amica coraggiosa. Da quando ci siamo conosciuti ho sentito il bisogno di provare qualcosa a me stesso. Vedi, la differenza tra proteggere qualcuno e imporgli con la forza le tue scelte è molto sottile. Avrei potuto conquistare facilmente Pizzo Macabro e imporre la mia idea di libertà ai tuoi concittadini. Ma loro hanno fatto una scelta diversa e io l’ho rispettata. Posso tornare nella mia città al di là del mare, consapevole che, una differenza tra me e l’uomo marrone esiste e io posso continuare il mio lavoro.”

La piccola sorrise e tirò un lungo sospiro. Non le dispiaceva di aver lasciato di nuovo la sua città natale e, anzi pensò che forse in futuro ci sarebbe anche tornata per un breve periodo. Aveva capito che il suo posto era altrove e si disse che al mondo c’erano ancora molte nuove città da scoprire e nuovi colori da conoscere.

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Pubblicato da Massimo Famularo

Investment Manager and Blogger Focus on Distressed Assets and Non Performing Loans Interested in Politics, Economics,

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